sabato 11 dicembre 2010

Le onde del vicino



L'interno di una casa popolare di Reims, Francia
 

La mia vicina di casa, dopo un silenzio di qualche mese, si è di nuovo fatta sentire, promettendo lettere all'amministratore, esposti ai vigili urbani e querele alle autorità giudiziare, tutto al telefono e a voce altissima. L'ho ascoltata con animo stoico, intercalando le sue ingiurie con un laconico "si".
In un litigio, niente fa arrabbiare di più che una arrendevole silenzio.
Le beghe condominiali occupano le aule giudiziare. I motivi? Rumori molesti, spese non pagate, bambini che giocano in cortile, automobili posteggiate negli spazi comuni.
La mia vicina sostiene che io faccio rumore di notte, da mezzanotte alle 5 del mattino, poi sente un rumore strano, e mi telefona. A qualsiasi ora. A nulla sono valse le mie dichiarazioni di innocenza, le spiegazioni su come si propagano le onde sonore e neppure gli inviti alla tolleranza. Lei non ne vuol sapere. Mi telefona e urla.
Questa mattina a farla arrabbiare è stato il rumore del martello del muratore che metteva cinque mattonelle di legno dopo l'ultimo allagamento.
Aveva ragione: facevo rumore.
Non posso che comprenderla per questo suo malessere anche quando sono costretta ad ascoltare lei che urla contro il marito alle 11 di sera, lei che sbatte i piatti, sempre dopo le 10 di sera, lei che parla della propria madre come di una rompicoglioni, perchè è ricoverata in un cronicario.
D'altronde il buongiorno si vede dal mattino. La prima volta che si è lagnata della mia presenza, eravamo ancora in una fase interlocutoria, mi ha detto, abbassando la voce con tono complice: "Sa, non per essere maligna, ma io sento tutto."
Gesù!
"Strano, signora" le ho risposto, maligna "Io, lei,non l'ho mai sentita".