martedì 7 dicembre 2010

Procedure d'emergenza

Il consueto tran tran dell'Urp viene improvvisamente interrotto da urla sovraumane e da alcuni colpi in successione.
L'urpista diligente, impegnata nell'esercizio delle sue funzioni, indovina il dramma e accorre nel bagno degli utenti.
Bene ha fatto: l'utente anziano, spinto dal bisogno, dopo aver espletato le funzioni primarie, si è trovato prigioniero nel piccolo gabinetto del salone. Perciò, assente la catenella di soccorso, all'utente non è rimasto che utilizzare il più atavico richiamo d'aiuto, forse un po' desueto, ma sempre efficace come dimostrano i fatti.

In pochissimi secondi sono intervenuti sul posto il referente della sicurezza dei lavoratori per accertarsi che non ci fossero trasgressioni al regolamento, il responsabile del pronto soccorso per decidere se chiamare un'ambulanza o mettere il pratica le regole del Bls, basic life support, apprese durante uno specifico corso aziendale, il responsabile del salone per verificare se era necessario chiamare la squadra di supporto psicologico prevista dal piano di emergenza e di crisi, il delegato dei lavoratori del piano per stabilire se le norme contrattuali dei dipendenti fossero state rispettate, un gruppo di utenti con un ariete per sfondare la porta e un secondo gruppo di utenti per dirigere le operazioni di sfondamento.

Ma per l'utente anziano non si vedeva un prospettiva di libertà.

Nel frattempo il resto dell'Urp era impegnato a chiamare in ordine: il contact center segnalazioni guasti tecnici  dell'azienda che interverrà entro 24 ore dalla segnalazione come stabilito dalla procedura di qualità, il responsabile della manutenzione del palazzo al quale l'urpista ha dovuto declinare il numero di segnalazione già effettuata, il suo vice che interviene in caso di assenza del responsabile - anche a lui l'urpista delegata ha dovuto comunicare il numero di segnalazione - il responsabile della squadra di pronto intervento che ha chiesto se era stata fatta la segnalazione al contact center prima di poter inviare il tecnico, ma ha garantito una dettagliata relazione al proprio dirigente.

Intanto l'utente anziano sollecita un intervento: è ancora chiuso nel cesso.

Allora l'urpista diligente, di fronte a tanto pubblico, sfida le regole aziendali e, sprezzante del rischio di una sanzione disciplinare per eccesso di potere, chiama dal proprio cellulare Gari, operario extracomunitario con contratto a progetto, l'unico rimasto a fare un lavoro manuale su 500 dipendenti, che, brugola in mano, in un solo click ha manomesso il lucchetto incastrato regalando la luce al povero utente.

Come premio l'utente ha conquistato altre due ore di fila perchè nel frattempo ha perso il turno: è l'automazione, bellezza! E tu non puoi farci niente.