sabato 30 luglio 2011

Dubrovnik: start up di un viaggio ni Balcani

All'aeroporto di Dubrovnik, che gli italiani chiamavano Ragusa, ci arrivo a mezzogiorno dopo uno scalo a Monaco. Devo incontrare qui gli altri compagni di viaggio e mi preparo a due ore d'attesa osservando passeggeri che escono dalle porte scorrevoli.

Mentre sono seduta  a ripassare la lezione mi si avvicina un ragazzo sulla trentina, sorriso aperto e il fisico atletico,  in sintesi: decisamente  bello. Questo viaggio si apre sotto i migliori auspici. Lui è tedesco di Monaco e andrà in barca con amici che arrivano da Vienna. Anche io aspetto gli altri con lo stesso volo e conversiamo del più e del meno.  Tra informazioni sulla moneta locale e itinerari di viaggio, il tempo scorre veloce.  Nonostante malcelati inviti, non ho animo di lasciargli il mio biglietto da visita e impersonare la parte della turista a caccia di avventure. Maledetto pudore.

Nel pomeriggio, a gruppo costituito, passeggiamo per la città vecchia, bella e turistica. Monumenti, chiese e architetture, tutto molto cosmetizzato, ma il caffè è degno di un bar italiano. A parte il costo.

A interrompere il tran tran turistico, con il suonatore di violino accanto alla Fontana di Onofrio e lo struscio di turisti vestiti a festa sulla via Placa Stradun, la via centrale, un matrimonio in puro stile cafonal.


La macchina nera con il candidato alle nozze in piedi entra nella piazza della Loggia, qui l'ingresso accanto alla Torre dell'Orologio.  E tutti giù a fotografare.