mercoledì 12 ottobre 2011

Addetti stampa nella Pa: perchè non voglio firmare questo accordo

E' una questione privata. Ma anche pubblica. O meglio. Investe il lavoro nel pubblico impiego con tutti i distinguo del caso. Ma se accetto, passerà il principio che ad ogni tornata elettorale si può giocare a risiko con l'organigramma aziendale.

Il fatto
Sono giornalista. Professionista. Cioè ho dato l'esame di Stato a Roma molti anni fa. Lo ero prima che mmi assumessero in questo ente. Ho scritto per testate locali e nazionali. Nessuno si è mai lamentato.

Quando sono arrivata in ****  il posto era libero da un anno. Non c'era un addetto stampa e ho creato un ufficio dal niente, rendendolo credibile all'esterno, creando una rete di rapporti  con i giornalisti, regalando visibilità a questo ente. Nessuno ha mai contestato questa attività.

In dieci anni mi sono stati aggiunti nuovi incarichi, sempre legati alla comunicazione istituzionale, senza alcun aumento di stipendio. Anche in questo caso nessuno si è mai lamentato. Anzi.

Ma con la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, dopo le elezioni regionali del 2010, sono stata spostata d'ufficio a fare un lavoro amministrativo e al mio posto è stato assunto un collega con contratto a termine. Stavolta mi sono lamentata io.
Così ho incaricato un avvvocato e siamo approdati dal giudice del lavoro.

La richiesta è molto semplice: sono stata assunta come giornalista, adesso vengo spostata a fare l'impiegata e qualcuno altro viene chiamato da fuori per fare lo stesso lavoro che facevo io. Tutto questo è corretto?

Se a subire lo stesso lo stesso trattamento fosse stato un farmacista, un  architetto, un avvocato o  un  ingegnere ci sarebbe stata la stessa condiscendenza? Perchè invece il giornalista sì, lo si può mettere a gestire l'archivio e gli uscieri, cambiandogli la cassa pensione, e dovrebbe essere contento?

Perchè nell'opinione comune chi fa l'addetto stampa di un ente pubblico non è una categoria come le altre, ma una persona cooptata dal politico di turno, sulla basi di simpatie o di tessere di partito.
Invece no. Lo ha confermato anche una legge, la 150 del 2000 che non può essere disattesa.

E allora l'accordo transattivo non posso accettarlo.

L'accordo transattivo
Io rinuncio ad ogni pretesa sulla qualifica da addetto stampa, mi tengo tutto il lavoro amministrativo in più e, visto che c'è una causa in corso, si farà un giornalino sul quale scriverò qualche articolo. In cambio i miei contributi torneranno alla cassa pensione giornalisti.

Ah dimenticavo. Se faccio la brava mi lasciano nell'angolino. Ma questo non è scritto.