domenica 9 ottobre 2011

To bike: funziona davvero

Ebbene sì. Ho ceduto anche io alle blandizie del cittadino modello, quello che di solito vive nell'Europa del nord e si avvale di servizi pubblici efficientissimi.
Così al pari di uno studente danese ho accolto con entusiasmo l'iniziativa del mio Comune della bici in condivisione, meglio nota come bike sharing.

In verità il servizio è già attivo da un anno e mezzo, ma la pigrizia e un attaccamento morboso alla mia bicicletta, mi hanno sempre impedito di iscrivermi alla comunità.


Ma ora anche io posseggo la tesserina magica.
E ho pravato il servizio.
Maledizione, funziona.
Il meccanismo è semplice. Ti compri un abbonamento con pochi euro (l'annuale ne costa 25) e puoi girare per la città gratis per mezzora. Oltre paghi.

Devo dire che è proprio comodo. Le bici sono belle, un po' pesantucce, ma ci sono le marce a mitigare la fatica.  Per il resto è solo comodità:  fine della ricerca di un palo dove attaccare la tua bici, basta con l'ansia da furto e pure con il timore di forature.

Così, in questa coda d'estate,  me la sono spassata e sono andata a teatro in bici e l'ho parcheggiata nella sua rastrelliera, mentre al ritorno mi sono fatta accompagnare.

Veramente radical chic.