domenica 3 giugno 2012

Campanula addenda: gioie e pungiglioni

Campanula Addenda Blue Star

Quella che vedete nella foto è una deliziosa piantina che ogni primavera mi omaggia con una cascata di fiori di un azzurro intenso. Si chiama Campanula Addenda Blue Star e, come illustra la scheda esplicativa, è un prelibato bocconcino che non delude gli sforzi di chi la coltiva. 

Acquistata al mercato dei fiori un venerdì mattina di tanti anni fa, ha mantenuto le promesse. Dalle foglioline verdi e perenni che rallegrano i miei inverni, in aprile e fino a settembre inoltrato, è tutto un fiorire di stelle blue, da cui il nome Blue Star. 

Con poca manutenzione, se escludete una quantità d'acqua pari a quanta è necessaria per raffreddare un reattore nucleare in fiamme e la spigolatura  dei fiori appassiti, circa un centinaio/die che si depositano sul pavimento del  balcone costringendovi a spazzare ogni giorno la zona sottostante, operazioni che faranno di voi uno schiavo al cospetto di questa principessina dal manto azzurro,  otterrete risultati strabilianti e l'invidia di amiche e vicini di balcone, alcuni dei quali non esiteranno a usare il binocolo per rimirare tanta beltà. 
In men che non si dica vi guadagnerete l'ambito titolo di Miss Pollice Verde del condominio. E vi assicuro che non è poco.

Così non soddisfatta di questa meravigliosa sfera stellata quest'anno ho voluto strafare e l'ho rinvasata ottenendo una chioma fiorata grande quanto una quercia centenaria e l'ingresso nell'esclusivo olimpo delle Gardenwomen, titolo che ti regala una straordinaria notorietà nel quartiere,  qualche caffè gratis al bar dell'angolo, e il saluto di donna Amabile Radicati di Genola, instancabile animatrice dell'associazione commercianti. 

Ma ogni medaglia ha il suo rovescio è questa fa veramente male. Già, perché non sono l'unica a godere di tanta bellezza, anche le vespe si sono accorte dei fiori olenti e meravigliosi e vengono a visitarli in continuazione per suggere nettare, accoppiarsi con vespi o forse anche per organizzare una rivoluzione entomologica. Non lo so. Ma sono tantissime e quando il beccuccio dell'innaffiatoio si insinua nel verde e nell'azzurro - e succede due volte al giorno - si leva una sciame incazzato con le levette dei pungiglioni issati e diretti sulla mia persona. E son dolori.

Perciò due volte al giorno sono costretta cospargermi di repellente, indossare uno scafandro, impugnare l'innaffiatoio e sperare nella buona sorte. 
Ma io al titolo non rinuncio manco morta.