lunedì 20 agosto 2012

Controesodo: Aygo, ti amo.

Code al casello 


Finalmente a casa.
Un viaggio di ritorno sotto un sole rovente, con Lucifero che buttava fuoco sull'asfalto dell'autostrada, e la mia Aygo che ha sopportato tutto.

Ha percorso con delicatezza l'autostrada di La Spezia  lasciandosi il mare a sinistra, ha seguito docilmente un Peugeot  per sette chilometri sull'unica corsia di Genova causa lavori, ha scansato ha una Megane che si è accorta tardi che doveva andare a Milano, ha gareggiato con una Mito tutta fumo e niente arrosto, ha macinato chilometri da Sarzana a Torino senza mai un ripensamento e con poco più di mezzo serbatoio e il tachimetro sempre a 130.

Accidenti che ritorno a casa io e la mia Aygo.

Certo, quando ha scorto le colline di Asti la velocità si è impennata, al casello si è riposata in attesa di passare,  ha stillato acqua adai tergicristalli superando la Ilte di Moncalieri in ricordo delle tristi vicende degli ultimi anni,  ma di fronte al Castello di Moncalieri ha illuminato gli abbaglianti e alla vista del Po i pistoni sono impazziti,  i tergicristalli facevano festa e non teneva più la strada per la felicità.

Nei viali  alberati di Torino viaggiava a velocità di crociera godendosi la città vuota fino a casa.
Per lei il parcheggio più bello, quello sempre all'ombra, tanto sono tutti via e si può scegliere, e il meritato riposo, fino al prossimo viaggio.
 
Grazie Aygo, sei la macchina più bella che ci sia.