lunedì 21 aprile 2014

Dal cesso pubblico mi guardi Iddio....

Sarà che è la cosa più naturale del mondo e allora uno la prende sottogamba o che il bisogno quando è impellente ti fa commettere qualche errore, ma qualcuno me lo deve spiegare come mai in Italia i cessi pubblici fanno quasi sempre schifo.

Stavolta la "minzione" speciale la conquista la Gam di Torino, dove questa mattina  sono andata a sbirciare un Caravaggio appena arrivato dalla fondazione Longhi di Firenze - sì: è il celebre "Ragazzo morso da un ramarro" che ha una copia quasi gemella alla National Gallery di Londra, che però si son guardati bene dal prestarci - ebbene, al termine della visita  con osservazione compita a debita distanza del quadro, decido che è arrivato il momento di tagliare la corda, tanto la Gam la conosco bene, non è che ogni volta devo fare il giro di tutti i piani.  Così tacito la mia coscienza e confermo il no dirigendomi con passo sicuro verso l'uscita. 
Tuttavia, data l'ora, decido per un bel caffè, ma  mi rendo conto che la necessità mi batte il tempo. Ok, niente di grave. Trovandomi io nella sede di un museo che attira folle di turisti sono certa che troverò un bagno degno di tanta cultura. 


Così è. In fondo a sinistra al piano terreno si parano le porte con l'inequivocabile simbolo di genere: spingo la porta con sovraimpressa una figura di donna e dopo aver superato con poche falcate l'avveniristico lavandino, entro direttamente nel cesso a caccia di un sostegno dove poggiare borsa, giacca e depliant esplicativi per  avere le mani libere. Ma ecco cosa trovo:




Un cesso degno di una giornata di sciopero degli addetti alle pulizie sui treni a lunga percorrenza: carta assorbente buttata alla bell'e meglio sul pavimento irrorato di piscio e gocce sparse sulla tavoletta.
Ora io capisco che il bisogno quando arriva è un tiranno spietato ed egoista, ma se siamo a questo punto facciamocene una ragione e usiamo i pannoloni: oggi ne vendono di invisibili anche sotto un abito attillato - certo se andate in giro conciate come Belen non è sufficiente, in questo caso occorre farsi confezionare un catetere glitterato con sacchetto a forma di farfalla,  ma non è da tutti. Per deretani più ordinari è sufficiente:
a) estrarre dall'apposito contenitore un copriasse      monosuso e biodegradabile
b) stenderlo sulla tavoletta
c) scoprire le parti molli
d) poggiarle sulla tazza
e) rilasciare la muscolatura.

Soddisfatto il bisogno ripetere il procedimento a ritroso fino al punto c)

Prima di uscire ricordate di tirare l'acqua. Il bagno è pronto per un nuovo avventore.
Tanto difficile?