martedì 6 settembre 2011

Mal di testa: la rivoluzione può attendere

Mi ero preparata al meglio per la manifestazione di oggi. Avevo persino rifatto lo smalto alle unghie - mani e piedi rosso fuoco - per ricordare a tutti che questa manovra finanziaria non ci piace.
Invece il mal di testa si è presentato di prima mattina con la consueta virulenza.

Dopo il passaggio in bagno per restituire la cena di ieri, consumata in un ristorante trendissimo, ma forse di qualità mediocre, ho mandato un inequivocabile sms a qualche amico - emicrania a grappolo, stop impossibile presenziare manifestazione stop, cercate qualcuno per mantenre cartello contro governo stop, con preghiera di diffusione.

Così mi sono persa la più imponente delle manifestazioni degli ultimi 15, presenziata da Fassino (il sindaco di Torino n.d.r. ) che non ha detto niente, come sulla feroce cassa integrazione a Mirafiori di cui nessuno parla, e gli scontri dei no Tav, che oramai si beccano solo legnate ovunque vadano, tutto per difendere la loro valle.

E' bastato questo per lasciarmi a casa.

Se penso che Che Guevara aveva l'asma e ha fatto la rivoluzione cubana, mi vergogno.
Ma tant'è. Almeno non sono andata a lavorare e per coerenza mi faccio togliere la giornata.