sabato 11 agosto 2012

Lui tanto male, io parte domani


Comunque se ne doveva andare questa mattina. Una certezza che mi ha fatto sopportare continui inviti a prendere un caffè “Freddo di stamattina Cassandra vuoi?” Sigarette da far guadagnare ai  dipendenti dei monopoli di Stato un premio aggiuntivo sulla produttività “Dai Cassandra, fuma sigaretta con noi (Lei e lo Ieti)” O vino che reggo come un mattone sullo stomaco “Solo bicchiere di vino, non male poco vino” il tutto con la speranza che madame Bovary della Transilvania questa mattina andasse via.

Mi sono alzata in grande forma per la colazione e l'ho vista intenta a sistemare i vettovagliamenti.

Gioia mi assale e azzardo un dialogo di cortesia, certa che si tratti delle ultime battute del logorroico assedio mitigato solo da fughe e bugie.

Allora parti?
Si oggi
Ottenuta conferma mi dirigo nel patio per la colazione.

Fai colazione? Io vengo” annuncia con tono dimesso seguendomi verso la terrazza.
Sento che l'incantesimo si sta sbriciolando e perciò cammino più forte per non pensare.
Che dire tu Cassandra, porta soldi io?
????????
“Si per colazione! Oppure paga dopo. Tu che dire?
Oddio! Un nuovo dilemma.

Non so che accordi tu abbia con i gestori....” rispondo con tono neutro senza perdere il passo da bersagliera.

Non c'è trippa per gatti e quindi lascia cadere l'argomento.

Beh, io prende solo caffè

Ma quando si siede al tavolino si succhia mezza moka del mio caffè e un quarto di bricco del mio latte e rifiuta sdegnosamente il pane “No, no, grazie, non mangia io mattino, no fame

Come non compatirla, le si sarà chiuso lo stomaco per la sofferenza.

Ma...... non c'è quello pane con marmellata, quello poco piccolo pane..
Croissant?

Sì, sì, quello, non vedo su questo tavolo

No, non c'è. Perchè a me schifo i dolci, io mangia pane” “Se lo vuoi devi chiederlo tu”. Dichiaro.  

No, no. Io no fame mattino, io dice così, tanto per dire” non per mangiare, ovviamente.

Cala nuovamente il silenzio e mentre lavoro di mandibole sul pane tostato lei emette un sospirone.

Tu non sa Cassandra. Tanto male lui rimasto quando io detto lui che parto. Tanto male lui”.

Scusa, ma allora, giacché non hai un posto dove andare perchè non vai a stare a casa sua, visto che sta tanto male” e mi tolgo il sassolino dalla scarpa per tutte le manipolatrici che mi rompono le tegoline con il loro dubbi.  

"Tu pensa questo Cassandra, anche io pensa questo."

Ogni donna normale pensa questo, solo che tu vuoi alzare il prezzo.

La conversazione cade, la colazione finisce e io passo la giornata pigramente tra sole, piscina e la lettura di "Le avventure di Hackleberry Finn", straordinario romanzo di  di Mark Twain. 

La sera ritorno e la ritrovo nel patio a fumare.  

"Fuma sigaretta Cassandra"

"Ancora qui?"

"Si, io parto domani" annuncia trionfante.
Come diceva mia madre, certe donne ce l'hanno d'oro.